Tre mesi di stop per Osimhen, impatto devastante con Skriniar

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chirurgo

Schiacciamento dell’orbita e 22 fratture da ricomporre: non stiamo parlando di un puzzle, ma purtroppo del volto di Victor Osimhen, calciatore in forza al Napoli, che si è trovato ad affrontare una disavventura piuttosto complicata, protagonista nella trasferta che ha visto il Napoli impegnato sul campo dell’Inter.

Ebbene, in uno scontro di gioco aereo come ne capitano a decine durante ogni giornata di campionato, Osimhen ha avuto la peggio. L’impatto con la testa del difensore Skriniar è stato a dir poco devastante, equiparato a quello di terminare sotto ad una pressa.

Lo stesso effetto di finire sotto una pressa

Il prof. Tartaro ha indicato, nel corso di un’intervista audio, diversi dettagli molto interessanti che permettono di comprendere in maniera un po’ più approfondita che tipo di operazione è stata necessaria per la risoluzione del problema occorso all’attaccante del Napoli.

Gianpaolo Tartaro è un noto medico chirurgo, specialista in chirurgia plastica, estetica e anche ricostruttiva, come si può notare sul sito GianpaoloTartaro.it, e ha messo in evidenza come il volto di Osimhen fosse completamente da ricostruire, complici diverse fratture e lo schiacciamento dell’orbita dell’occhio sinistro.

In osservazione qualche giorno, ma Osimhen scalpita per bruciare le tappe

È inevitabile mettere in evidenza come il bomber nigeriano vuole a tutti i costi rientrare il prima possibile. L’obiettivo che si è messo in testa è quello di tornare in campo in maniera tale da poter indossare la maglia della sua Nazionale e disputare la Coppa d’Africa, ma ad oggi si tratta quasi di uno di quei sogni che hanno ben poche chance di diventare realtà.

Il motivo viene spiegato alla perfezione dal prof. Tartaro, colui che ha diretto l’operazione chirurgica avvalendosi anche delle competenze dei dottori del Napoli. L’impatto è stato talmente violento che ha causato una problematica non solo di fratture a livello osseo, con l’occhio che è quasi uscito completamente dall’orbita.

Di conseguenza, è fondamentale evitare di forzare i tempi di recupero, anche se è altrettanto utile “navigare a vista”, in maniera tale da poter adeguare i tempi di recupero e le attività di riabilitazione in base alle condizioni cliniche di Osimhen, che dovranno essere monitorate con una costanza giornaliera.

Il fattore età

L’aspetto che potrebbe maggiormente fare la differenza e accorciare i tempi di recupero, con la prognosi iniziale che è stata stabilita pari a tre mesi, è sicuramente l’età. Infatti, il bomber nigeriano ha dalla sua parte il vantaggio di essere notevolmente giovane, dato che ha solo 22 anni e, di conseguenza, questo potrebbe incidere sui tempi di recupero.

Il lavoro in palestra e di corsa è già cominciato, ma è chiaro che si tratta esclusivamente di attività che Osimhen potrà svolgere a livello individuale, senza contatto con il gruppo piuttosto che per colpire il pallone di testa.

Insomma, c’è anche da considerare l’aspetto psicologico derivante da un simile infortunio. Nonostante Osimhen sia certamente un ragazzo molto coraggioso e che non si fa intimorire da nulla, è inevitabile che un impatto del genere lasci qualche strascico anche a livello mentale. Il recupero, in termini di riabilitazione, quindi non dovrà essere esclusivamente rivolto a livello fisico, ma si dovrà anche agire per riprendere fiducia nell’andare a contrasto e nel colpire il pallone nei duelli aerei.

Mascherina protettiva sì o no?

Ecco uno degli aspetti su cui si discute di più, ma anche uno di quei punti che rappresentano la speranza sia per Spalletti che per i tifosi del Napoli di poter rivedere Osimhen in campo il prima possibile. La mascherina protettiva, per stessa ammissione del prof. Tartaro, potrebbe essere una soluzione, ma servirebbe un modello che possa adeguarsi alla struttura del volto dell’attaccante africano, visto che altrimenti andrebbe ad appoggiarsi proprio nel punto fratturato e, vista la presenza di un nervo, la situazione rimane molto delicata.