Assunzioni Scuola 2017, sblocco cattedre per 15mila insegnanti supplenti

assunzioni scuola 2017

La tanto sospirata cattedra fissa sta per arrivare nel 2017 per molti docenti precari, grazie a un accordo molto sofferto dopo un tira e molla tra il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: l’intesa raggiunta sulla assunzioni scuola ha permesso che 15mila insegnanti supplenti possano passare dall’organico di fatto all’organico di diritto, ovvero titolari di cattedra o, come si dice comunemente, docenti di ruolo. Lo sblocco delle cattedre è l’attuazione di una norma inserita in legge di Bilancio ed è un compromesso, già indicato dai sindacati e dal Movimento Cinque Stelle, tra i 25.000 posti chiesti dalla Fedeli e i 10mila che il titolare dell’Economia sembrava disposto a concedere.

Nonostante il tutto sembri una goccia nel mare della Scuola e della Pubblica Istruzione, quest’anno saranno disponibili ben 52mila posti per le assunzioni a tempo indeterminato, in quanto i 15mila insegnanti supplenti che passeranno di ruolo si dovranno aggiungere i circa 52mila posti rimasti liberi a seguito di pensionamento e i posti vacanti, ovvero 16mila. Questo sblocco delle cattedre permetterà delle assunzioni con contratti stabili per favorire la continuità didattica e risolvere il problema dei precari storici e di chi ha vinto il concorso. Tuttavia, i sindacati dopo questa manovra (per i più critici, questa concessione) temono i nuovi tagli alla scuola e all’Istruzione in generale per l’anno 2017, un settore che invece avrebbe un costante bisogno di investimenti.

Quali saranno le procedure per le assunzioni della Scuola nel 2017? Si sa che il tutto sarà definito nel corso di quest’estate, in concomitanza con la decorrenza dei contratti dai primi di settembre. Si monitorerà il fenomeno del precariato delle cattedre grazie a questo sblocco delle assunzioni degli insegnanti supplenti. Il tutto, fanno sapere i due ministeri in una nota congiunta, per garantire investimenti sulla qualità della formazione dei docenti e mettendo al centro studenti, famiglie e gli stessi insegnanti. Inoltre, si rende noto che questo è solo il primo passo per una riforma che permetta la gestione ottimale delle risorse pubbliche e per inserire in organico stabile del personale docente precario.

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