Canone Rai 2018, oltre la scadenza si paga di più

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Canone Rai 2018, oltre la scadenza si paga di più

Diminuiscono le evasioni sull’imposta di possesso di apparecchio TV, ma il Fisco Amico, diventato nemico, è sempre in agguato sulla bolletta elettrica.

Canone Rai 2018, esenzione o pagamento coatto

L’ombra del Fisco Nemico si allunga sul Canone Rai 2018: questa è la definizione di un ente in contrapposizione allo slogan Fisco Amico di qualche tempo fa. Un ente che fa pagare una imposta a prescindere, visto  che tocca al contribuente dichiarare di non essere nelle condizioni di dover versare questo onere e non è certo l’Agenzia delle Entrate che verifica se un contribuente ha o meno i requisiti. Per il Fisco, se non si paga si è in torto a prescindere, anche se in passato i furbetti l’hanno fatta franca. Da quando la modalità di riscossione avviene mediante bolletta elettrica, le evasioni sono diminuite, ma sono aumentati i problemi per gli intestatari di utenza luce che non hanno una TV.

Rimborso costa più della rata in scadenza

Come sanno ormai tutti gli esenti dal Canone Rai 2018, la dichiarazione di esenzione deve essere rinnovata ogni anno e comunque entro e non oltre il 31 gennaio 2018, in quanto poi l’Agenzia delle Entrate imporrà il pagamento della rata mediante bolletta elettrica, ma erogherà un rimborso. Per chi deve fare domanda di esenzione, bisogna inviare una raccomandata A/R compilando gli specifici moduli di esenzione. Meglio prevenire che curare, perché il Fisco nemico certamente non erogherà i soldi indietro senza una raccomandata A/R inviata al gestore elettrico, in cui si comunicano gli importi del canone da rimborsare. Inoltre, la cifra probabilmente verrà detratta direttamente dall’utenza luce, e sarà lo stesso contribuente a dover compilare un avviso per richiedere l’invio di un assegno.  Insomma, lo spreco di denaro e di tempo è evidente, nonostante sia il Fisco a doversi accertare degli adempimenti dei contribuenti oltre la scadenza.

Esenzione Canone Rai se si guarda la Tv in streaming?

E, in teoria, non sono esenti dall’imposta chi guarda la TV attraverso Internet, smartphone o tablet. Guardare la TV in streaming, quindi attraverso la connessione Internet, sta diventando molto comune anche perché, tra lavoro e impegni quotidiani, alcuni programmi che vanno in onda la mattina o il pomeriggio non si riesce a seguirli. Netflix, ma anche specifici canali Sky erogano questo servizio qualora si è utenti. Anche la stessa Rai eroga in streaming la sua produzione, sfalsata di circa 30 secondi rispetto alla normale ricezione del digitale terrestre.  Ecco spiegato il perché delle multe che alcuni contribuenti si vedono recapitare a casa in questi giorni. Insomma: chi guarda la TV mediante browser, si è esenti, mentre se al monito del PC si collega un Tuner TV o un decoder, tocca pagare.