Donna 39enne morta di parto: medici indagati

Sara Festa aveva 39 anni e lo scorso aprile è morta di parto all’ospedale Molinette nel torinese. L’ipotesi dei medici fu che la donna avesse la sindrome di Hellp, complicanza della gestosi, una patolgia che arriva nella fase ultima della gravidanza. La donna muore all’Ospedale Santa Croce, 10 giorni dopo aver dato alla luce la piccola Giorgia, di 34 settimane, che era nata già morta.

Donna mprta di parto, l’inchiesta sui medici dell’Ospedale Santa Corca

A suo tempo la procura di Torino aveva iscritto sette medici dell’ospedale Santa Croce nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo, sulla base di una possibile negligenza dei sanitari.

Qualche giorno fa il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha richiesto al GIP un incidente probatorio per capire se i medici avrebbero potuto salvare sia la bambina che la madre.

In particolare l’alone di dubbio che attanaglia gli inquirenti è se la patologia è stata trattata in modo adeguato. Nonostante una prima perizia affidata al medico legale Valter Declame che aveva escluso ipotetiche responsabilità, il GIP ha preferito richiedere nuovi accertamenti e la famiglia della donna con una perizia di parte ha messo in evidenza quelle che a loro avviso sono state le responsabilità dei sanitari e la incuranza degli stessi.

I medici e l’accusa per la donna morta di parto

Attualmente tutti i medici coinvolti nel caso sono finiti nel registro degli indagati degli inquirenti.

«Le linee guida dicono che nel caso di donna in gravidanza che manifesti ipertensione si debba cercare di anticipare il parto se il feto non è immaturo. Cosi, per quanto ci consta, non è stato fatto» precisa l’avvocato della difesa Strata.

A Sara Festa quattro anni prima durante la prima gravidanza era accaduta la medesima cosa. Pressione alta anche in quel caso così il parto era stato indotto, per questo quando un anno e mezzo fa aveva avuto gli stessi sintomi il suo ginecologo di fiducia le aveva consigliato di andare in ospedale. Qui, nonostante fosse stata visitata più volte dopo vari esami e analisi l’avevano dimessa. Poi tutto è precipitato, costretta al cesareo, perché il battito del feto era lento, la bambina nasce morta e dopo 10 giorni perde anche lei la vita. La famiglia cerca giustizia.

Informazioni su Alessia D’Anna 540 Articoli
studentessa in giurisprudenza amante della scrittura, con esperienza nelle notizie dell'ultima ora

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