Whistleblowing approvato: tutelato chi segnala illeciti a lavoro

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Whistleblowing approvato: tutelato chi segnala illeciti a lavoro

Il whistleblowing è legge. Il dipendente che segnala illeciti sul posto di lavoro è tutelato e non può essere discriminato o sanzionato. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la nuova legge approvata oggi con 357 voti favorevoli (46 i contrari e 15 gli astenuti).

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Che cos’è il whistleblowing?

Oggi tutti parlano della nuova legge sul whistleblowing, ovvero sulla “soffiata”. Il termine è un po’ difficile per chi non va d’accordo con l’inglese ma la tematica è molto chiara e finalmente i lavoratori sono più tutelati sul posto di lavoro e i loro diritti garantiti. Whistleblowing tradotto letteralmente “soffiare nel fischietto” è un’espressione figurata che si riferisce alle dinamiche che possono venire a crearsi sul posto di lavoro. Spesso infatti ci sono delle irregolarità, illeciti o ingiustizie e chi ne viene a conoscenza preferisce non denunciare.

Chi è il whistleblower?

Il whistleblower è quel lavoratore che preferisce segnalare tutto al dirigente o alle autorità competenti piuttosto che “farsi i fatti suoi”. Si tratta di una persona molto coraggiosa che spesso viene discriminata ma per effetto della nuova legge sarà tutelato. Con il whistleblowing si vuole mette in atto un circolo virtuoso che riporta il comportamento dei dipendenti sia pubblici che privati sui cosiddetti “binari” della legalità, contrastando l’omertà.

Segnalazione di reati sul lavoro: la tutela

Chi ha paura di denunciare illeciti sul posto di lavoro è tutelato dalla legge, e negli ultimi anni c’è stato un aumento dell’attenzione verso questo tema. La segnalazione deve essere inoltrata ad un dirigente amministrativo, oppure all’ANAC, all’autorità giudiziaria ordinaria o contabile e ancora a qualsiasi soggetto che si occupi della prevenzione della corruzione. Il meccanismo di tutela impedisce che il whisleblower venga licenziato, trasferito o sottoposto a misure organizzative straordinarie con effetto negativo sulle condizioni di lavoro.

L’autorità amministrativa dopo aver preso in carico la segnalazione adotta tutte le misure necessarie e, non rivela l’identità del segnalante. In caso di misure discriminatorie denunciate dal lavoratore, il datore di lavoro dovrà dimostrare che sono estranee alla segnalazione. Sono previste anche delle sanzioni da 10 a 50mila euro per i responsabili che non avviano le attività di verifica e analisi. Per i lavoratori pubblici e privati il meccanismo di segnalazione e di tutela è il medesimo.

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