Al via la sperimentazione del vaccino Sputnik: presto disponibile anche in Europa

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Mentre l’Europa affronta la terza ondata della pandemia Covid 19, dalla Russia arrivano notizie che potrebbero porre un freno alla corsa del virus: il vaccino Sputnik è pronto per la sperimentazione umana.

Covid 19: l’Europa corre ai ripari

Il Covid 19 fa sempre più paura perché si diffonde sempre più velocemente, a preoccupare sono le varianti, soprattutto quella inglese, perché colpiscono anche i più giovani ed è particolarmente virulenta. Proprio questo ha generato la corsa ai vaccini, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e l’Unione Europea hanno deciso di bloccare l’esportazione del vaccino AstraZeneca per poter velocizzare il raggiungimento dell’immunità in Europa e nel frattempo l’EMA (L’Agenzia per il Farmaco Europea) sta avviando la revisione di Sputinik, il vaccino russo che secondo le previsioni dovrebbe dare una protezione ultra-decennale.

La procedura di revisione di Sputinik

La procedura di revisione in media dura tre settimane e prevede l’acquisizione delle cartelle cliniche dei soggetti che sono già stati sottoposti a tale vaccino e di tutti i dati raccolti per la formulazione del vaccino. Sputnik in realtà è già in distribuzione in molti Paesi del mondo, la particolare cautela dell’EMA è dovuta al fatto che finora i dati su questo vaccino non sono stati diffusi. Inoltre, mentre è stato possibile visitare le sedi di AstraZeneca, Pfizer e Moderna, questo non è stato possibile con il vaccino russo. Secondo i dati pubblicati fino a questo momento, sembra che Sputnik abbia un’efficacia del 91%.

Sputinik: 50 milioni di dosi all’ Unione Europea da Giugno

Intanto si diffondono le prime notizie su un’eventuale fornitura, infatti Kirill Dmitriev, capo del fondo russo che ha contribuito alla realizzazione e sperimentazione di questo vaccino, ha già dichiarato che la Russia è pronta a fornire all’Unione Europea, a partire da giugno 50 milioni di dosi di Sputinik. Potrebbe essere una vera manna dal cielo, anche se in realtà ci si aspettano forniture rilevanti già dal mese di aprile anche attraverso il vaccino Johnson & Johnson.

Nel frattempo a calmare gli animi c’è l’epidemiologo Leopoldo Salmaso che, lungi dal sottovalutare il rischio contagio, afferma che non si è alle condizioni della diffusione dell’influenza Spagnola che portò a 50 milioni di morti. Afferma l’epidemiologo che pur senza sottovalutare il rischio, basterebbero semplici protocolli a ridurre il contagio e cioè lavarsi spesso le mani con il sapone, rispettare il distanziamento fisico tra le persone e usare la mascherina. Dello stesso avviso è l’epidemiologa dott.ssa Ilaria Capua.