Come aprire un bar: gli step necessari

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Sono tantissime le persone che scelgono di lanciarsi nel mondo dell’impresa aprendo un bar. Nel momento in cui si chiama in causa questa decisione, è doveroso prendere in considerazione i consigli per gestire al meglio il percorso di avvio dell’attività. Se ti stai chiedendo quali siano, nelle prossime righe di questo articolo ne abbiamo selezionati alcuni.

Gli adempimenti burocratici

Nel momento in cui ci si chiede come aprire un bar, un doveroso cenno iniziale deve essere dedicato agli adempimenti burocratici. Prima di tutto, bisogna aprire la Partita IVA e regolarizzare la posizione con l’INPS e con l’INAIL. Successivamente, è necessario iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio della città dove ha sede l’attività.

Proseguendo con l’elenco degli adempimenti burocratici da considerare per aprire un bar, non si può non chiamare in causa l’invio della Segnalazione Certificata di Inizio Attività, nota come SCIA. Destinatario di questa comunicazione, che deve essere inviata tramite PEC (posta elettronica certificata), è il SUAP, ossia lo Sportello Unico per le Attività Produttive (ovviamente si parla di quello della città dove verrà aperto il locale).

Da non dimenticare sono poi l’ottenimento della licenza, il conseguimento degli attestati HACCP, così come la frequentazione di corsi antincendio. Nell’ambito della sicurezza e dell’igiene, un doveroso cenno va dedicato all’abbigliamento. Per evitare rischi, la scelta giusta è quella di indossare divise da lavoro ad hoc.

Scelta del locale (oltre ai mq c’è di più)

Archiviato il capitolo degli adempimenti burocratici, arriva il momento di focalizzarsi su quella che, per molti, è la parte più bella della nascita del business. Parliamo, per esempio, di scelta del locale. Nel momento in cui ci si concentra su questo aspetto, è bene essere consapevoli del fatto che oltre ai mq c’è molto di più. Il bar perfetto non è per forza quello più grande.

Bisogna tenere in conto innanzitutto le esigenze del target. In alcuni casi, per esempio, può bastare uno spazio contenuto in quanto la tipologia di clientela è composta soprattutto da persone che si fermano a prendere un caffè veloce al banco e vanno via.

I costi

Parlare di consigli per l’apertura di un bar significa, per forza di cose, soffermarsi anche sul capitolo costi. Premettiamo una cosa: si possono dare solo stime di massima, in quanto esistono troppi fattori che, se si entra nello specifico, possono influire sulle cifre (per rendersene conto basta pensare alla differenza dei prezzi a seconda delle zone in grandi centri urbani come Milano e Roma).

In generale, nel momento in cui si apre da zero un bar bisogna farsi trovare pronti a un investimento attorno agli 80/90mila euro. Chi pensa che subentrare in un locale già aperto implichi un esborso minore, può anche cambiare idea.

In quest’ultimo caso, infatti, bisogna tenere in conto anche gli oneri relativi alle parcelle del notaio e, quando presente, del mediatore. Il pro di questa scelta riguarda il rilevamento di un’attività che, in molti casi, ha alle spalle una storia di successo. In molti ma non in tutti! In alcuni frangenti, infatti, può capitare di rilevare locali con una situazione debitoria importante. Per evitare le ovvie problematiche conseguenti a questo passo, è bene informarsi con attenzione prima di procedere all’acquisto effettivo.

Concludiamo con un cenno al marketing e all’importanza di differenziarsi. Fino a qualche anno fa, lo si faceva con gli abbonamenti per i caffè. Oggi come oggi, premiano l’unicità e la cura del dettaglio, che possono essere messi in primo piano scegliendo, per esempio, di rivolgersi a pasticcerie artigianali e a km 0 per le brioches o acquistando un caffè particolarmente pregiato.