Cos’è una stampante fiscale?

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stampante fiscale

Con l’introduzione del registratore di cassa telematico, che sarà obbligatorio a partire dal 31 gennaio 2020, anche la stampante fiscale diventerà una novità per tutti i piccoli commercianti che ancora non si sono adeguati.

Questi adeguamenti sono divenuti necessari in seguito al Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 italiana e a breve diventeranno obbligatori anche per i commercianti al dettaglio, oltre che per la grande distribuzione.

Vantaggi per l’esercente

I registratori di cassa elettronici sono strumenti che consentono di comunicare direttamente gli incassi giornalieri all’Agenzia delle Entrate dalla cassa, in via elettronica, tramite la procedura online di invio telematico corrispettivi. Nel corso della giornata lavorativa la cassa raccoglie tutti i dati in un file XML che, in chiusura, viene inviato automaticamente all’Agenzia delle Entrate.

Questo mezzo permette al Fisco di contrastare l’evasione fiscale, ma ha anche innegabili vantaggi per i commercianti che:

  • non sono più tenuti a compilare il registro dei corrispettivi;
  • non rischiano di perdere dati perché vengono conservati dal sistema;
  • non subiscono alterazioni e vengono trasmessi senza possibilità di errore.

Inoltre, grazie alla stampante fiscale sarà possibile annullare il documento di vendita emesso erroneamente e gestire fiscalmente il reso.

Il documento di vendita rilasciato al cliente diventa un documento di cortesia, come per la fattura elettronica. Questo significa che il cliente non rischia più la sanzione se all’uscita del punto vendita è sprovvisto di scontrino. In questo caso dovrà soltanto comunicare la cifra spesa, in modo tale da permettere eventuali verifiche.

Come funziona la stampante fiscale?

La stampante fiscale è parte integrante del registratore di cassa telematico: senza questa componente l’esercente non potrebbe emettere gli scontrini. Questa periferica va dunque collegata direttamente al computer di cassa dove è installato il software gestionale negozio e può essere compatibile con i diversi sistemi operativi e con qualunque dispositivo.

La maggior parte delle stampanti fiscali dispone di un interfaccia ethernet ed un server di stampa integrato, e possono essere utilizzate su più postazioni in contemporanea, in modo da disporre di più punti cassa con un solo registratore.

Queste stampanti possono stampare testi, codici a barre ed elementi grafici con una velocità che può arriva fino a 150 mm/sec, su un rotolo di carta termica. Inoltre, sono dotate di una taglierina automatica integrata, in grado di garantire un rapido servizio per i clienti e una rapidità di esecuzione dello scontrino stesso. I database delle stampanti fiscali possono contenere fino a 10 anni di dati fiscali e fino a 20.000 codici PLU.

Anche in questo caso, come per il registratore di cassa digitale, l’installazione e la messa in servizio deve avvenire per mano di un operatore accreditato dall’Agenzia delle Entrate. Prima dell’installazione è fondamentale che il cliente abbia già effettuato la richiesta di accreditamento sul portale dell’Agenzia delle Entrate nella sezione Fatture e Corrispettivi.

La stampante fiscale è conforme alle leggi fiscali italiane ed è progettata per aiutare il più possibile nella creazione di rapporti fiscali e nella stampa di scontrini.

Stampante fiscale: quanto costa?

I prezzi delle stampanti fiscali si aggirano tra gli 800 e i 1.000 euro, ma la cifra varia molto in base al servizio offerto, ovvero se questo include anche il software, il tastierino digitale e l’assistenza tecnica.

Per venire incontro ai commercianti il Decreto Fiscale ha però previsto un credito di imposta per facilitare i nuovi acquisti. Per l’acquisto del registratore telematico o per l’adattamento del vecchio registratore di cassa la normativa prevede per gli anni  2019 e 2020 un credito d’imposta, per ogni strumento, pari al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento.

Il bonus viene erogato sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile tramite modello F24, a partire dalla prima liquidazione periodica dell’IVA successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento del registratore di cassa.

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa e nella dichiarazione degli anni d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Come stabilito dall’Agenzia delle Entrate, affinché il bonus possa essere riconosciuto, è necessario effettuare il pagamento tramite metodi tracciabili, quali: assegno bancario e postale; carte di debito, credito e prepagate; addebito diretto; bonifico bancario e postale o bollettino postale.