Crimea: il significato politico dell’attacco al Ponte nel conflitto Russia-Ucraina

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Mosca istituisce una commissione di inchiesta per definire dinamiche e responsabilità dell'attacco al Ponte di Kerč, unico collegamento tra Crimea e Russia.

La mattina del giorno 8 ottobre 2022 un incendio ha danneggiato il Ponte di Kerč, che collega la Crimea alla Russia. Secondo Mosca i danni sarebbero stati provocati da un camion-bomba, il quale sarebbe riuscito a superare senza destare sospetti un check point russo prima di causare l’esplosione. L’attacco al ponte di Kerč in Crimea sarebbe stato rivendicato dall’Ucraina, lo si deduce da un tweet di Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky:

@Podolyak_M: Crimea, il ponte, l’inizio. Tutto ciò che è illegale deve essere distrutto, tutto ciò che è stato rubato deve essere restituito all’ucraina, tutto ciò che è stato occupato dalla Russia deve essere espulso.

Mosca ha istituito una commissione di inchiesta per chiarire dinamiche e responsabilità dell’accaduto.

La situazione politica in Crimea: dalle prime dominazioni all’istituzione della Repubblica indipendente di Crimea

La Crimea è la più grande penisola del mar Nero ed è collegata alla terraferma dall’istmo di Perekop che unisce la parte settentrionale della Crimea ai territori sudorientali dell’Ucraina.

La regione della Crimea appartiene de iure, cioè per legge, all’Ucraina, come Repubblica autonoma di Crimea.

Nel corso della storia, la Crimea è stata dominata da diversi popoli, tra cui: greci, romani, bizantini, goti, tartari, turchi, russi e ucraini.

Nel 1784 la Russia annette la Crimea al suo Impero.

Durante la guerra di Crimea (1854-1856) la regione della Crimea viene conquistata dai turchi e passa sotto la dominazione degli occidentali.

Nel 1920, tuttavia, i bolscevichi occupano la Crimea che entra così a far parte della Russia sovietica. Con i sovietici la Crimea diventa territorio autogestito denominato Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea.

Con la fine della seconda guerra mondiale si verifica un ulteriore cambiamento: nel febbraio del 1954 la Crimea viene donata all’Ucraina, a quel tempo Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, dal leader sovietico Nikita Chruščëv, in occasione del 300° anniversario del trattato di Perejaslav.

Nel 1990, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, venne stipulato un trattato bilaterale tra russi e ucraini che sanciva l’inviolabilità delle frontiere dei due paesi. Tuttavia, nel 1991 l’Ucraina ottiene l’indipendenza e l’anno successivo la Russia mette in discussione la legittimità della cessione della Crimea all’Ucraina del 1954, chiedendo a Kiev di ridefinire la sovranità della regione.

Nel 1994, il Parlamento della Crimea istituisce la Repubblica indipendente di Crimea e introduce la doppia cittadinanza, ucraina e russa. Dal 1995 l’Ucraina considera la Crimea Repubblica autonoma, e concede alla penisola maggiore autonomia. Nei primi anni 2000 quasi il 60% della popolazione della penisola è di etnia russa.

La Crisi della Crimea del 2014: il riconoscimento internazionale per l’Ucraina e le rivendicazioni della Russia

Nel 2014 la Crimea viene occupata dalle truppe russe e annessa alla Russia, nasce così la Repubblica di Crimea. L’occupazione e la nascita della Repubblica di Crimea sono il risultato di un referendum popolare avvenuto nel marzo dello stesso anno, in cui più del 95% dei votanti ha votato a favore dell’annessione alla Russia.

Tuttavia, l’Unione Europea e molti dei paesi membri delle Nazioni Unite, Stati Uniti compresi, hanno giudicato illegittimo il referendum popolare e non riconoscono l’annessione della Crimea alla Federazione Russa, punita sul piano internazionale da sanzioni politiche ed economiche.

La costruzione del ponte di Crimea e il significato politico della sua tentata distruzione

Il ponte di Crimea, anche detto Ponte di Kerč, è un viadotto sia stradale che ferroviario costruito dalla Federazione Russa e inaugurato dal presidente Vladimir Putin prima nel 2018 (per il collegamento stradale), e ancora nel dicembre 2019 (per il collegamento ferroviario).

Il ponte di Crimea è l’unica via di collegamento diretta tra la penisola e la Federazione Russa, è il ponte più lungo sia della Russia che dell’Europa. Il progetto risale al 2014, subito dopo l’annessione non riconosciuta della Crimea da parte della Federazione.

L’8 ottobre 2022, nel più ampio quadro del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, il viadotto stradare del Ponte di Crimea viene gravemente danneggiato da un’esplosione, la cui matrice è ancora da accertarsi: inizialmente si ipotizzava il coinvolgimento diretto dell’Ucraina, tuttavia i vertici del potere ucraino suggeriscono altresì la presenza di una pista russa.

Il Ponte Kerč è per i russi il simbolo dell’appartenenza della Crimea alla Federazione. Inoltre, da quando è iniziato il conflitto, nel febbraio 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina, il ponte è un importante punto strategico per le forze armate di Mosca.

Il Ponte ha quindi una valenza non solo fortemente simbolica ma anche militare, e la stessa cosa vale anche per la Crimea, che resta un nodo centrale della contesa russo-ucraina e intorno alla quale ruoterà sicuramente una parte importante dei negoziati di pace.