Rischio sismico: quali sono gli indici per individuare la classe

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edificio

Come si può ben intuire, l’Italia rappresenta uno di quei Paesi che presentano un rischio sismico piuttosto alto. Colpa sostanzialmente della posizione geografica in cui si trova la nostra penisola, visto che è localizzata in un punto dove vanno a scontrarsi la zolla eurasiatica e quella africana. Ecco spiegato il motivo per cui il sottosuolo è spesso soggetto a delle spinte compressive di portata molto rilevante.

Al giorno d’oggi, nonostante ci siano strumentazioni all’avanguardia per prevedere i terremoti, è chiaro che si tratta di eventi che insorgono spesso all’improvviso e, di conseguenza, diventa difficile prendere delle adeguate contromisure. D’altro canto, va fatto anche notare come ci sia una vera e propria inadeguatezza dal punto di vista strutturale in Italia, che rende un gran numero di edifici molto più vulnerabili.

Ecco spiegato il motivo per cui, soprattutto in fase di costruzione, è fondamentale effettuare una valutazione corretta del rischio sismico, in maniera tale da attuare in seguito un’attività di prevenzione che possa essere mirata e, quindi, dotata di un alto livello in termini di efficacia.

La definizione di rischio sismico

Si sente parlare nel corso degli ultimi tempi spesso e volentieri di rischio sismico. Ebbene, ci troviamo di fronte a un valore, che si ottiene tramite un apposito calcolo di natura matematica e ingegneristica, che offre la possibilità di capire, dal punto di vista dei danni prodotti, la portata di un evento sismico all’interno di una determinata zona.

Tra i vari fattori che vengono compresi all’interno di questo calcolo, troviamo la probabilità che il terremoto si verifichi, il suo grado di intensità, ma anche l’intervallo di tempo in cui si manifesta. Il rischio sismico è strettamente correlato a tre fattori, che sono la pericolosità, la vulnerabilità e l’esposizione. La moltiplicazione tra questi tre fattori porta proprio alla misurazione del rischio sismico.

Ci sono diverse aziende che si occupano di tale valutazione, come ad esempio Seriana edilizia, che svolge precise e approfondite analisi del rischio sismico, si occupa anche di miglioramenti antisismici e di progettazione engineering.

I vari fattori che incidono

Partiamo dalla pericolosità, che è rappresentata dalla probabilità che possa effettivamente verificarsi un terremoto con magnitudo più alta rispetto a una certa soglia che è stata prestabilita. Stiamo facendo riferimento a un valore che indica solo ed esclusivamente la sismicità di un certo territorio e che è chiaramente legato a doppio filo alle caratteristiche del terreno dal punto di vista fisico e naturale.

L’esposizione, invece, permette di misurare la possibilità che una zona possa subire dei danni più o meno gravi in seguito al verificarsi dell’evento sismico, con una valutazione non solo non solo dal punto di vista economico, ma anche in termini di potenziali perdite sotto il profilo di vite umane e di beni con un valore culturale.

La vulnerabilità, invece, si identifica con una certa predisposizione di un dato immobile a essere colpito da una serie di danni e, infine, a crollare. Si tratta di una valutazione che, a sua volta, è correlata all’analisi di diversi fattori, come ad esempio i principi di progettazione che sono stati seguiti, il tipo di materiali usati, la manutenzione effettuata sull’edificio e così via. È chiaro che la vulnerabilità sarà più alta nel caso in cui i materiali di costruzione usati siano stati scadenti, oppure se la manutenzione sia poco frequente. È chiaro che diventa molto complicato non solo cambiare la pericolosità sismica, ma anche diminuire l’esposizione nei confronti del rischio sismico. Di conseguenza, l’unico aspetto su cui si può evidentemente intervenire è la vulnerabilità: di solito, sono previsti degli interventi per la messa in sicurezza degli edifici che sono più a rischio rispetto ad altri.