Patriarca Kirill: le spaventose (e omofobe) dichiarazioni sulla guerra Russia-Ucraina

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In molti, nelle settimane trascorse, sia cattolici che ortodossi, si erano chiesti cosa il Patriarca Kirill pensasse di quello che stava succedendo in Ucraina, credendo, o almeno sperando, che egli si pronunciasse contro la guerra di invasione voluta da Putin. Ma le parole del patriarca (particolarmente legato a Putin), che si è finalmente esposto sulla situazione, hanno fatto rabbrividire e lasciato tutti senza parole, lasciando un senso di frustrazione poiché egli ha giustificato la guerra dichiarando che si tratti di una lotta contro la promozione di modelli di vita fuorvianti, immorali, riprovevoli e soprattutto contro la tradizione cristiana. Ma che cosa ha detto il Patriarca Kirill? Di seguito sono citate le spaventose (e omofobe) dichiarazioni dell’uomo.

Il discorso di Patriarca Kirill contro la comunità omosessuale

Le dichiarazioni del Patriarca Kirill sono state particolarmente spaventose per la portata delle parole dell’uomo, che ha dichiarato quanto segue: “Questa primavera è stata offuscata da gravi eventi legati al deterioramento della situazione politica nel Donbass, praticamente lo scoppio delle ostilità”. In seguito il centro del discorso si è spostato sulla necessità di dover sopprimere i modelli di vita che la comunità omosessuale vuole portare attraverso i gay pride, con una guerra: “Se l’umanità riconosce che il peccato non è una violazione della legge di Dio, se l’umanità concorda sul fatto che il peccato è una delle opzioni per il comportamento umano, allora la civiltà umana finirà lì'”.

Ha continuato con riferimenti alle parate gay,che a sua detta “sono progettate per dimostrare che il peccato è una delle variazioni del comportamento umano. Ecco perché per entrare nel club di quei paesi è necessario organizzare una parata del gay pride. Non per fare una dichiarazione politica ‘siamo con te’, non per firmare accordi, ma per organizzare una parata gay. E sappiamo come le persone resistono a queste richieste e come questa resistenza viene repressa con la forza.”.

Il messaggio di Patriarca Kirill e l’appoggio alla guerra Russia-Ucraina

Il Patriarca Kirill ha, inoltre, spiegato: “Ciò significa che si tratta di imporre con la forza un peccato condannato dalla legge di Dio, e quindi, di imporre con la forza alle persone la negazione di Dio e della sua verità”. Secondo il patriarca “ciò che sta accadendo oggi nell’ambito delle relazioni internazionali, quindi, non ha solo un significato politico. Stiamo parlando di qualcosa di diverso e molto più importante della politica. Si tratta della salvezza umana, di dove andrà a finire l’umanità. Tutto ciò che dico non ha solo un significato teorico e non solo un significato spirituale. Intorno a questo argomento oggi c’è una vera guerra”. 

Le dichiarazioni del Patriarca Kirill sullo stato del Donbass

Il patriarca poi ha focalizzato la sua attenzione e il suo discorso sulla situazione in Donbass, dichiarando:  “E’ da 8 anni che lo sterminio nel Donbass va avanti, il mondo intero tace. Chi sta attaccando l’Ucraina oggi, dove la repressione e lo sterminio delle persone nel Donbass va avanti da otto anni? Otto anni di sofferenza e il mondo intero tace: cosa significa? Ma sappiamo che i nostri fratelli e sorelle stanno davvero soffrendo; inoltre, possono soffrire per la loro fedeltà alla Chiesa. Tutto quanto sopra indica che siamo entrati in una lotta che non ha un significato fisico, ma metafisico”.

Poi, facendo riferimento alla necessità di combattere, ha spiegato: “So come, sfortunatamente, gli ortodossi, i credenti, scegliendo la via di minor resistenza in questa guerra, non riflettano su tutto ciò a cui pensiamo oggi, ma seguono umilmente la strada che mostrano loro i poteri costituiti. Non condanniamo nessuno, non invitiamo nessuno a salire sulla croce, ci diciamo solo: saremo fedeli alla parola di Dio, saremo fedeli alla sua legge, saremo fedeli alla legge dell’amore e giustizia, e se vediamo violazioni di questa legge, non sopporteremo mai coloro che distruggono questa legge, offuscando il confine tra santità e peccato, e ancor più con coloro che promuovono il peccato come esempio o come uno dei modelli di comportamento umano”.