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Ex ciclista Ilaria Rinaldi trovata morta in casa

Da Redazione

Aprile 03, 2018

Ex ciclista Ilaria Rinaldi trovata morta in casa
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Il ciclismo perde anche Ilaria Rinaldi, campionessa italiana di ciclocross e granfondo: aveva 33 anni, compiuti lo scorso 25 febbraio. Ancora ignote le cause del decesso, ma la Procura sta facendo accertamenti: l’allarme dato dai familiari della donna trovata senza vita nella casa in provincia di Firenze, a Pillo di Gambassi Terme.

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Morta Ilaria Rinaldi, ciclista professionista

L’ex ciclista professionista toscana Ilaria Rinaldi è stata trovata morta ieri nella sua casa di Pillo di Gambassi Terme, in provincia di Firenze. Lo scorso febbraio aveva compiuto 33 anni. La sua carriera si basava sul ciclismo su strada e sulla mountain bike, tanto che nel 200 aveva vinto il Campionato Nazionale Ciclocross U23 a Lucca, visto che questo sport è la naturale via di mezzo tra ciclismo da strada e mountain bike.  L’anno scorso ha trionfato nella Felciana Bike, una gara di mountain bike. E così un ennesimo lutto scuote il mondo delle due ruote, già martoriato da perdite importanti a causa del doping, di incidenti o di malattie incurabili.

Come è morta Ilaria Rinaldi

La Procura di Firenze sta facendo i doverosi accertamenti per la morte dell’ex ciclista professionista e campionessa italiana Under 23 di ciclocross nel 2007. Il corpo è stato portato nel reparto di Medicina Legale dell’Ospedale di Careggi, al fine di procedere all’autopsia appena possibile e conoscere quindi le vere cause che hanno portato al tragico decesso della donna. A lanciare l’allarme sono stati i familiari, ma all’arrivo nell’abitazione i soccorritori hanno solo potuto constatare la morte e chiamare le Forze dell’Ordine per i dovuti rilievi e si aspetta quindi il nulla osta per i funerali.

Lutto nel ciclocross per Ilaria Rinaldi

Attualmente la Rinaldi, pur non essendo più professionista dal 2010, correva regolarmente nelle gare di granfondo, ottenendo vari successi di categoria. Unica macchia nella sua carriera agonistica è quella dopo il successo tricolore, ovvero una pesante squalifica di due anni per doping a causa della positività al testosterone l’anno prima, scoperta durante un controllo antidoping dopo una gara Elite under 23 che si era svolta a Zeulenroda, in Germania.

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