Ricetta elettronica: governo vuole lo stop dal 2023, protestano i medici

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Ricetta elettronica a rischio: dal 2023 il governo intende eliminare le prescrizioni via email e SMS. Si oppongono i medici.

Ricetta elettronica a rischio: dal 2023 il governo intende eliminare la possibilità di inviare prescrizioni mediche via SMS ed e-Mail. Sulla questione intervengono i medici per opporsi alla decisione.

Ricetta elettronica: l’introduzione della prescrizione dematerializzata in pandemia

Durante la pandemia da Covid-19, tra le misure introdotte per agevolare i cittadini nello svolgimento delle mansioni quotidiane, anche la prescrizione dematerializzata, ovvero la cosiddetta ricetta elettronica.

In parole semplici, grazie alle prescrizioni dematerializzate i pazienti non dovevano più recarsi fisicamente negli studi dei medici di base per richiedere le ricette dei medicinali. I medici potevano infatti inviare il numero di ricetta elettronica ai pazienti, tramite email oppure SMS. In questo modo, recandosi in farmacia con il numero di ricetta elettronica si potevano acquistare direttamente i farmaci necessari.

Questa comoda modalità di interazione tra medici e pazienti aveva alleggerito notevolmente il carico burocratico per i medici di base, e aveva eliminato il problema delle lunghe file che si creavano negli studi medici si persone che non necessitavano di alcuna visita medica, ma solo di una prescrizione.

Il governo Meloni vuole eliminare la ricetta elettronica

Le cose potrebbero cambiare a partire dal 2023, il governo Meloni non sembra intenzionato a mantenere la possibilità di interazione digitale tra i medici e i pazienti, eliminando la ricetta elettronica. Dopo il tentativo di ridurre i pagamenti con POS e l’intenzione dichiarata di eliminare lo SPID, il governo dimostra di voler compiere una serie di passi indietro sul fronte della digitalizzazione.

Non sono chiari i motivi per cui l’attuale consiglio dei ministri non intenda prorogare la misura che consente l’invio delle prescrizioni materializzate. Nonostante questa possibilità sia stata introdotta in periodo di emergenza sanitaria, infatti, si è rivelata molto vantaggiosa per entrambe le parti coinvolte, che ne stanno attivamente chiedendo una proroga, se non addirittura di farla diventare uno strumento strutturale.

I medici chiedono di mantenere la ricetta elettronica

L’Ordine dei Medici si è espresso a proposito della volontà del governo Meloni di eliminare la possibilità di inviare le prescrizioni via email o SMS, chiedendo una proroga e la trasformazione della misura in uno strumento strutturale.

Il presidente dell’Ordine dei Medici, Fnomceo, Filippo Anelli, ha dichiarato: “Abbiamo interpellato sul provvedimento la segreteria del ministro della Salute facendo presente la scadenza e ci aspettiamo una risposta positiva su una eventuale proroga. Durante il Covid per evitare l’affollamento degli studi è stato consentito di inviare un codice ai pazienti in modo non criptato, via telefono o email. Questo provvedimento è andato benissimo e nelle more che tutte le Regioni adottino e tutti i cittadini attivino il fascicolo sanitario elettronico è un sistema comodo per i pazienti e sicuro per i medici”.

Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione Italiana di medici di medicina generale (Fimmg), ha spiegato: “Come abbiamo già chiesto in due incontri al ministro della Salute, è necessaria la proroga del provvedimento del marzo 2020, che permette al cittadino di non dover andare di persona a prendere il promemoria cartaceo della ricetta, ma di riceverlo via mail. Sappiamo che il tema è sul tavolo e sicuri che mostrerà la sua attenzione verso l’argomento”, e aggiunge: l’obiettivo dovrebbe essere quello di realizzare una vera dematerializzazione della ricetta, che non passi più attraverso un promemoria digitale o cartaceo. Ma che possa essere direttamente usufruita presentando la tessera sanitaria elettronica”.

Pina Onotri, segretaria Generale del Sindacato Medici italiani (Smi), ha detto: “Chiediamo al ministro la proroga almeno per un anno e un provvedimento che renda il suo utilizzo strutturale”. Inoltre, Onotri spiega che i medici di famiglia “sono carenti in tutta Italia e al tempo stesso sono sempre più oberati da impropri carichi burocratici, con una sempre minore disponibilità di tempo per l’attività clinica”. Secondo la segretaria Generale del Smi, eliminare la ricetta elettronica “rappresenterebbe un salto indietro, causando lunghe attese negli studi medici. La soluzione temporanea che auspichiamo è quella di una proroga di almeno un anno del provvedimento”. Ma il vero obiettivo sarebbe di introdurre in modo permanente la ricetta elettronica.

Anche l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, è intervenuto sulla questione, affermando: Se la norma per l’invio delle prescrizioni mediche al proprio assistito verrà cancellata dal governo si creerà il caos nel momento di picco influenzale e un grave disagio sia per i medici che per gli assistiti. Se non verrà reinserita, nel Lazio adotteremo un decreto per consentire di utilizzare una modalità che ha funzionato ed evitare assembramenti negli studi per semplici prescrizioni“.

La segretaria generale di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino, ha spiegato che: “Il sistema della ricetta dematerializzata scade a fine anno e sarebbe una occasione sprecata non decidere di prorogare l’utilizzo di questo strumento che è stato preziosissimo durante la pandemia e che i cittadini apprezzano perché semplifica le procedure, riduce la burocrazia e consente ai medici di dedicare più tempo all’ascolto dei pazienti, soprattutto i più fragili”.