Sciopero dei medici di famiglia 1 e 2 marzo: che cosa succede?

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Sciopero medici di famiglia 1 e 2 marzo, visite ed esami che non si potranno fare

Uno sciopero improvviso che si protrarrà per 48 ore mette a serio rischio visite ed esami medici per tantissime persone. Attraverso un comunicato congiunto, realizzato da parte delle organizzazioni sindacali mediche Smi e Simet, è stata ufficializzata una politica di sciopero che verrà accompagnata da una manifestazione a Montecitorio, il 2 marzo del 2022. Il marzo di tantissime persone inizia, dunque, sicuramente in modo spinoso, dal momento che – in tantissimi – non avranno la possibilità di realizzare visite mediche di base o esami in particolari, facendo affidamento al proprio medico di famiglia.

Il comunicato delle organizzazioni sindacali mediche Smi e Simet e lo sciopero dei medici di famiglia

Il marzo di tantissime persone non inizia sicuramente nel migliore dei modi, ma la comunicazione dello sciopero – organizzato dalle realtà sindacali mediche Smi e Simet – ha sicuramente le sue buone ragioni. Per quanto non sia assicurato che tutte le realtà mediche aderiscano allo sciopero in questione, quest’ultimo riguarderà medici e centri facenti parte dell’area convenzionata. La conseguenza sarà, tra le altre, la chiusura degli ambulatori.

La comunicazione dello sciopero è avvenuta attraverso una nota congiunta delle due sopracitate realtà, che hanno espresso vicinanza al popolo ucraino: “Con l’Ucraina nel cuore i medici confermano sciopero e manifestazione nazionale. Per solidarietà saranno esposti cartelli sulla pace per richiedere la fine del conflitto”.

Perchè i medici di famiglia scioperano 1 e 2 marzo?

Le motivazioni che hanno portato alla nascita e alla comunicazione dello sciopero sono, però, ben altre. I medici di famiglia hanno deciso di unirsi ad un significativo atto di protesta contro le difficili condizioni in cui si trovano, intensificate sicuramente dalla situazione pandemica. Per questo motivo, l’atto simbolico sarà accompagnato da una manifestazione a Montecitorio per la recriminazione dei diritti dei medici di famiglia.

In particolar modo, le organizzazioni sindacali hanno spiegato quanto segue: “[Le motivazioni] sono riassumibili nei carichi di lavoro insostenibili, nella mancanza di tutele, nella burocrazia abnorme e per il fatto che non sia riconosciuto, ancora, l’infortunio sul lavoro, mentre lo stanziamento per l’indennizzo alle famiglie dei colleghi deceduti per covid risulta essere un’elemosina”.

E ancora: “Scioperiamo perché rivendichiamo tutele concrete quali ferie, maternità, malattia; reclamiamo tutele certe in materie di sostegno ad handicap e sostituzioni per poter fruire del meritato riposo, nonché politiche serie sulle pari opportunità. In questa pandemia, che ha travolto il mondo, sono le donne medico che hanno pagato il prezzo più alto. Il diritto al lavoro si deve coniugare al diritto alla vita familiare e personale”