Trading online: cosa attendersi nel 2021 dopo il rally di fine anno

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Tra le tante cose che il 2020 ci ha lasciato in eredità, uno dei pochi aspetti positivi riguarda, senza alcun dubbio, il ricorso alla tecnologia per alcune operazioni effettuabili autonomamente, in grado di infondere maggior comfort ed un significativo risparmio economico. Tra esse spiccano, senza alcun dubbio, quelle effettuabili nel mondo finanziario.

Un fenomeno che prende il nome di trading online, che consente ai risparmiatori, mediante smartphone, pc o tablet, di accedere in ogni momento della giornata, e in qualsiasi luogo si trovino, ai mercati finanziari. L’avvento del coronavirus non ha fatto altro che accelerare un processo che, ad onor del vero, era già in corso da svariato tempo.

Aumentano le piattaforme di trading

Ed oggi, senza alcun timor di smentita, si può affermare che Internet è diventato il luogo prediletto dai consumatori per poter allocare i propri risparmi in ambito finanziario, come testimonia il crescente numero di piattaforme legalmente riconosciute dalla CONSOB nel nostro paese.

Affidarsi alle piattaforme più note e sicure, come quelle recensite minuziosamente sul portale toptrading.org, resta tuttavia l’opzione migliore per gestire efficacemente le proprie finanze e beneficiare dell’esperienza ormai consolidata dei migliori broker finanziari, come ben sanno quei soggetti che, ormai da svariato tempo, li hanno scelti per la propria operatività nel mondo del risparmio.

L’immediatezza di poter operare direttamente online, in un contesto storico in cui gli ingressi agli sportelli bancari non sono stati consentiti o avvenivano solo ed esclusivamente tramite appuntamento, si è rivelato quanto mai decisiva per gestire al meglio i propri risparmi. La volatilità, infatti, è stato il fattore predominante dell’anno appena andata in archivio.

Mercati finanziari: 2020 da montagne russe

La pandemia, infatti, ha causato una situazione di forte incertezza, provocando dapprima un crollo dei listini di tutto il mondo, come avvenuto nel mese di marzo, per poi volgere nuovamente in terreno positivo nel corso dei mesi successivi, in un contesto, però, che definire da “montagne russe” pare alquanto riduttivo.

Negli ultimi mesi, tuttavia, le borse hanno fatto registrare un rally piuttosto importante, spinte, in primis, dalla scoperta del vaccino da parte della Pfizer. È inutile negare, infatti, che nel mese di ottobre, con la seconda ondata pandemica ormai in corso, la maggior parte dei listini stava nuovamente flettendo dopo alcuni mesi tutto sommato positivi.

L’esempio più calzante, in tal senso, proviene dal listino milanese, che, grosso modo, ha replicato l’andamento dei principali listini internazionali. In piena estate, Piazza Affari aveva superato la soglia psicologica dei 20000 punti, dopo essere scesa, nel periodo in cui il virus si palesava con tutta la sua forza deflagrante, ben al di sotto di quota 15000.

L’annuncio del vaccino fa volare le Borse

Dopo alcuni mesi in cui il FTSE-MIB, principale indice azionario di Milano, si muoveva stabilmente tra i 19000 e 20000 punti base, la Borsa ha iniziato a scendere sino ad arrivare poco sotto a quota 17900. Un rintracciamento non allarmante, ma tuttavia significativo di quale fosse il sentiment degli operatori, che iniziavano a scontare l’avvio della seconda ondata pandemica e i primi dati, tutt’altro che entusiasmanti, dell’economia reale.

L’annuncio della scoperta del vaccino, invece, ha portato entusiasmo e dato nuovo vigore ai listini di tutto il mondo. E anche Milano, in tal senso, si è comportata di conseguenza, chiudendo l’anno attorno ai 22300 punti e facendo registrare un significativo rimbalzo rispetto a soli due mesi prima. Resta da capire, ora, quanto avverrà nel 2021.

Alcuni analisti sostengono che i listini, grazie in primis al sostegno delle banche centrali (che hanno confermato tutte le misure straordinarie a sostegno dell’economia), continueranno non accuseranno alcun crollo significativo, seppur in un contesto contraddistinto da una spiccata volatilità.

2021, addetti ai lavori divisi sul futuro dei listini

Non tutti, però, sono di questa opinione. Altri addetti ai lavori, infatti, temono che le quotazioni attuali non siano corrispondenti alla realtà, drogate dall’enorme liquidità messa in circolo dalle banche centrali e da un entusiasmo eccessivo per la scoperta del vaccino. Nei prossimi mesi, di conseguenza, sostengono che i listini potrebbero fare registrare dei significativi storni, tornando ai livelli pre-annuncio Pfizer.

In un contesto così marcatamente incerto, di conseguenza, gli stessi consigliano di muoversi privilegiando strumenti estremamente flessibili oppure di optare per un asset come i CFD, che, seppur estremamente rischioso, consente di “scommettere” sul ribasso di indici e titoli ed ottenere dei guadagni anche quando gli stessi virano in territorio negativo.